CASA BOSCHI DI STEFANO

15 giugno 2019 

costo a persona 30 euro

Tour guidato a Casa Boschi di Stefano e alla sua preziosa collezione di arte italiana del XX secolo.

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C’è una casa davvero piena di meraviglie in via Jan 15. piena zeppa di quadri, fu la dimora di Antonio Boschi e Marieda di Stefano, Casa Boschi di Stefano appunto! Uniti nell’amore e anche nella passione del’arte, ci sembrerà quasi di vederli, attraverso le parole della nostra guida, mentre ci accolgono sull’uscio per intrattenerci con i loro racconti sulla Milano della metà del Novecento tra arte, viaggi e musica.

Moderni visitatori di questo focolare assai inusuale, assisteremo meravigliati alla successione impressionante di opere di inestimabile valore disseminate ovunque senza tralasciare alcun angolo, nemmeno le sovrapporte! Non ci credete? Seguiteci..

Il nostro percorso guidato comincia fin dall’esterno di questo tranquillo angolo di Milano, in via Jan 15, vicinissimo al trafficatissimo Corso Buenos Aires. Infatti, è importante ricordare che la Casa-Museo, sede anche dell’omonima fondazione fu costruita intorno agli Anni Trenta su progetto di Piero Portaluppi, artefice di tanti altri gioielli architettonici simili a questo, come la vicina Villa Necchi Campiglio. I dettagli decorativi degli esterni e degli ambienti comuni, le balaustre di ferro battuto delle scale, i mosaici dei pavimenti e i motivi in stucco dei soffitti creano un’aura irreale in questo luogo che accoglie con la sua bellezza il visitatore fin dalla sua soglia.

Attraverso le sale di Casa Boschi di Stefano passeremo in rassegna i migliori artisti italiani degli anni Trenta e Quaranta e del Secondo Dopoguerra. Quasi tutti sperimentatori, dall’ardito Piero Manzoni al più classico Carlo Carrà, dalle periferie  industriali di Mario Sironi alle arditezze materiche e spaziali di Lucio Fontana. Ma è attraverso il racconto di Antonio e Marieda che le opere prendono vita, grazie al rapporto con gli autori stessi. Andar per mostre e gallerie d’arte, coltivare amicizie con glia artisti, seguirne passo passo l’evoluzione, la maturazione e le diatribe con i colleghi…                                                Furono forse anche un pò psicologi questi coniugi, sempre a contatto con i geni della pittura che frequentavano Milano in quei decenni? E la lor casa si apriva ora come allora, amici che ne apprezzavano il gusto e ne invidiavano la superba raccolta. Circolavano le voci di quadri dappertutto: dal pavimento al soffitto, uno sopra l’altro in un succedersi senza tregua…e lo spazio man mano mancava sulle pareti senza risparmiare nemmeno le porte.