MUSEO POLDI PEZZOLI

SABATO 2 DICEMBRE

COSTO PER PERSONA 30 EURO

Il museo Poldi Pezzoli, importante esempio di casa-museo del secondo Ottocento, deve la sua origine al collezionista milanese Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Tra le sue eterogenee collezioni si segnalano le raccolte di vetri, pittura, armi, oreficerie, archeologia, orologi, porcellane, scultura, tessuti, mobili e arredi. Nel testamento del 1871 Gian Giacomo Poldi Pezzoli (Milano 1822 – 1879), discendente per parte di madre della nobile famiglia Trivulzio, dispone che la sua casa, che va ristrutturando e facendo decorare a questo scopo fin dagli anni Cinquanta dell’Ottocento, e tutte le opere in essa contenute, diventino una Fondazione Artistica “ad uso e beneficio pubblico in perpetuo colle norme in corso per la Pinacoteca di Brera”. Nel 1881, in occasione dell’Esposizione Nazionale di Milano, la casa-museo Poldi Pezzoli viene aperta al pubblico per la prima volta, e in concomitanza con l’apertura al pubblico nasce anche la Fondazione Artistica Museo Poldi Pezzoli.

Il primo direttore dell’istituto, Giuseppe Bertini, pittore amico di Gian Giacomo che aveva collaborato alla decorazione dell’appuntamento, incrementa la collezione soprattutto di dipinti e tessuti. Nel 1898 gli succede l’architetto Camillo Boito, che effettua un primo riordino della casa-museo nell’intento di migliorare la fruibilità e una campagna fotografica delle collezioni. Gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, il museo viene restaurato da Ferdinando Reggiori e riaperto al pubblico nel 1951. Nel 1960 viene creato l’ingresso da via Manzoni; nel 2000 lo scultore Arnaldo Pomodoro cura il riallestimento della Sala d’Armi.

Dalla fondazione ad oggi, il patrimonio del museo si è andato costantemente arricchendo, grazie anche a generose donazioni; si possono segnalare nel 1973 la donazione di orologi da parte di Giorgio Falck, e nel 1978 l’arrivo degli oltre 200 orologi solari appartenuti a Piero Portaluppi. L’istituzione ospita e promuove iniziative culturali ed esposizioni temporanee, incentrate soprattutto sulle arti applicate e sulla storia del collezionismo.

La biblioteca di Gian Giacomo Poldi Pezzoli è parte integrante del museo, fin dalla fondazione; a essa si è aggiunta successivamente una sezione moderna, dislocata in via Foscolo 3; successiva all’apertura al pubblico è invece la costituzione dell’archivio, che custodisce documentazione sulla vita del museo e parte delle carte di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

Secondo l’idea originaria di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, tutte le opere (sia quelle del nucleo originario, sia quelle che via via sono andate ad arricchirlo grazie ad acquisti, donazioni e lasciti) sono esposte in spazi suggestivi dal punto di vista storico, allestiti con l’aiuto di scenografi e decoratori; anche le ricostruzioni post-belliche hanno cercato di ricreare il più fedelmente possibile le scelte museografiche originarie.

Le sezioni museali, che ricalcano il collezionismo del fondatore, sono varie e numerose, e comprendono: vetri(soprattutto vetri muranesi dal XV al XIX secolo); pittura (in prevalenza rinascimentale, di ambito lombardo e veneto; fra gli autori si possono citare: Bernardo Daddi, Vitale da Bologna, Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Andrea Previtali, Fra Bartolomeo e Mariotto Albertinelli, Lazzaro Bastiani, Carlo Crivelli, Jacopo Bellini, Cosmè Tura; significativi anche i nuclei di dipinti del Settecento, con Guardi e Canaletto, e un gruppo di dipinti e ritratti ottocenteschi legati all’ambiente familiare e alla cerchia di antiquari e artisti frequentata dal fondat0re); armi (soprattutto pezzi milanesi e bresciani del Cinque-Seicento); oreficerie (fra cui pezzi archeologici, di origine etrusca, greca e romana; pezzi medievali e rinascimentali; gioielli sei-settecenteschi; le parures ottocentesche create da Fortunato Pio Castellani per Rosa Trivulzio, madre di Gian Giacomo); archeologia (oggetti eterogenei, come armi, ceramiche, sculture, oreficeria); orologi (importante collezione, di formazione recente); porcellane (di numerose manifatture: Meissen, Sèvres, Wedgwood, Berlino, Strasburgo, Vienna, estremo-orientali, Doccia e Capodimonte); scultura (diversi nuclei: di epoca rinascimentale; decorative e di arredo; ottocentesche); tessuti (nuclei eterogenei, fra cui: tappeti di corte persiana, anatolica ed egiziana; tessuti copti dal IV all’XI secolo, pizzi e ricami, in particolare lombardi e fiamminghi); mobili e arredi (parte danneggiati o perduti durante la guerra). Sul sito del museo è consultabile il catalogo online delle opere della collezione Pittura.

Biblioteca

La biblioteca è formata da due distinte sezioni: la libreria del fondatore Giacomo Poldi Pezzoli, consultabile nel palazzo di via Manzoni, e la moderna biblioteca del Museo, dislocata in via Foscolo. La sezione moderna comprende circa 6000 tra monografie e opuscoli e una trentina di periodici di storia dell’arte, pittura, scultura e arti decorative fino al XIX secolo, moda e storia della moda, musei e museologia, conservazione e restauro.

Archivio

Oltre alla documentazione sulla storia del museo, l’archivio ospita parte delle carte di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, acquisite intorno al 1883 grazie a una convenzione stipulata con i Trivulzio, suoi eredi.

Il Palazzo Poldi Pezzoli conserva la struttura e la distribuzione originarie nonostante i restauri successivi alle distruzioni belliche e l’adeguamento alle moderne esigenze museografiche.

Il museo si sviluppa su due piani (piano terreno e piano nobile) collegati fra loro da uno scalone neobarocco. Al piano terreno sono la Biblioteca, la sala dei pizzi, il salone dell’affresco, la sala dei tessuti, la sala delle armi; al piano nobile: le salette dei Lombardi, il salone dorato, la sala degli stranieri, la sala degli stucchi, la sala Visconti Venosta, la sala del Ghislandi, le sale Trivulzio, il gabinetto degli ori, la sala del Settecento veneto, la sala del Perugino, la sala dei Trecenteschi, il gabinetto dantesco e la sala dei vetri di Murano.