VIAGGIO CAMPANIA

25 APRILE – 1 MAGGIO 2018

COSTO A PERSONA 750 EURO

25 aprile

Partenza in mattinata alla volta della Campania, pranzo a sacco organizzato da noi durante il viaggio. Arrivo in serata presso hotel Regina Casagiove (Ce). Sistemazione nelle camere assegnate. Cena e pernottamento.

26 aprile: Napoli

Partenza per Napoli. Appuntamento con la guida. L’itinerario si svolgerà lungo il Decumano inferiore chiamato Spaccanapoli che si snoda fra palazzi nobiliari, chiese celeberrime e attività commerciali o culturali, per poi proseguire su via dei Tribunali, per godere in pieno l’aspetto storico, antropologico e artistico/architettonico della città.

Partendo da Piazza del Gesù, al centro della quale si leva la Guglia dell’Immacolata, esempio della raggiunta autonomia del barocco napoletano.

Proseguiremo con l’ingresso nel duomo, facendo particolare attenzione alla cappella dei tesori di San Gennaro.

Da qui si giunge alla vicina Via San Gregorio Armeno dove sorgono le botteghe di arte presepiale famosa in tutto il mondo.

Pausa pranzo in ristorante.

Si proseguirà con un tragitto panoramico che attraversa piazza Municipio con il Maschio Angioino e piazza Plebiscito col palazzo reale e il teatro San Carlo.

Visita degli interni di Palazzo reale. Alla fine della visita di Palazzo reale si prosegue in direzione Vomero per visitare la Certosa di San Martino; costituisce, in assoluto, uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca insieme alla Reale cappella del tesoro di San Gennaro.

All’interno della certosa è situato il museo nazionale di San Martino, dove sono conservate diverse opere che vanno dalla Napoli Borbonica fino al periodo postunitario.

Alla fine della visita guidata, rientro in hotel per poi riuscire per la cena.

27 aprile: Sorrento ed Ercolano

Appuntamento con la guida. Visita della città.

Sorrento occupa una posizione estremamente vantaggiosa. Situata su uno sperone roccioso di 50m, può offrire ai turisti un suggestivo “balcone” da cui osservare tutto il Golfo, Napoli compresa, Capri e il profilo inconfondibile del Vesuvio.

Una volta raggiunta Castellammare di Stabia si ha accesso alle autostrade che portano alle località più famose della Campania come le città romane di Pompei ed Ercolano oppure gli scavi delle polis greche di Paestum e di Velia. Visita della Cattedrale di Sorrento.

La Cattedrale sorge nel centro storico della città costiera a partire dal X-XII sec. d.C., quando, dal luogo che oggi ospita il Cimitero sorrentino, fu trasferita all’interno della cinta urbana nella chiesa dedicata ai Santi Felice e Bacolo, dedicata prima a San Severo, vescovo di Napoli, e in seguito a San Renato, vescovo di Sorrento.

Degni di rilievo sono la cattedra marmorea episcopale, colorito accostamento di parti provenienti da templi romani con altre prettamente cinquecentesche, ed il pulpito posto di fronte, della stessa epoca, ricco di un bassorilievo che raffigura il Battesimo di Gesù, avente nel sottostante altarino una pregevole tavola di Silvestro Buono (1573).

Pausa pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio ci trasferiamo ad Ercolano. Gli scavi archeologici hanno restituito i resti dell’antica città di Ercolano, seppellita sotto una coltre di ceneri, lapilli e fango durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme a Pompei, Stabiae ed Oplonti. Ritrovata casualmente a seguito degli scavi per la realizzazione di un pozzo nel 1709, le indagini archeologiche ad Ercolano cominciarono nel 1738 per protrarsi fino al 1765; riprese nel 1823, si interruppero nuovamente nel 1875, fino ad uno scavo sistematico promosso da Amedeo Maiuri a partire dal 1927: la maggior parte dei reperti rinvenuti sono ospitati nel museo archeologico nazionale di Napoli, mentre è del 2008 la nascita del museo archeologico virtuale che mostra la città prima dell’eruzione del Vesuvio.

Alla fine della visita guidata rientro in hotel, cena, serata musicale e pernottamento.

28 aprile: Pozzuoli e Reggia di Capodimonte

Appuntamento con la guida. Visita alla Solfatara.

La Solfatara di Pozzuoli è senz’altro il più interessante vulcano del Campi Flegrei, un comprensorio a nord di Napoli costituito da circa 40 antichi vulcani. Nei suoi dintorni vi sono luoghi storici di particolarissimo interesse quali l’Anfiteatro Flavio, l’Acropoli di Cuma, le Terme di Baia, il Tempio di Serapide. Con un’estensione di circa 33 ettari, la Solfatara è un’oasi naturalistica che offre gli spunti per una interessante passeggiata con la presenza, oltre che dei noti fenomeni vulcanici, quali le fumarole, le mofete ed i vulcanetti di fango, anche di zone boschive e di zone di macchia mediterranea nonché di alcune singolarità naturali, geologiche, botaniche e faunistiche.

La visita della Solfatara ha radici antiche in quanto costituiva una delle tappe obbligate del “Grand Tour”, viaggio istruttivo e di svago che gli aristocratici europei compivano soprattutto in Italia e Francia già nel diciottesimo secolo.

La visita continua con anfiteatro e macellum.

L’anfiteatro Flavio è la terza arena per dimensioni del mondo romano, dopo quelle di Roma e Capua, testimonianza della tecnica straordinaria raggiunta dall’ingegneria antica. Era collocato nei pressi dell’incrocio delle strade provenienti da Napoli, da Capua e da Cuma. Ha tre ordini sovrapposti, quattro ingressi maggiori e dodici secondari e una cava per circa 40.000 spettatori. L’anfiteatro era anche centro della vita urbana: nelle gallerie sotto l’ambulacro esterno c’erano luoghi di culto e sedi di molte associazioni professionali.

Testimonianza unica dei quartieri portuali e commerciali di Puteoli è il Tempio di Serapide, così chiamato perché qui fu trovata una statua della divinità egiziana (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). In realtà la struttura è uno dei maggiori esempi di macellum, il mercato dei commestibili, eretto tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. e restaurato al tempo della dinastia dei Severi (III secolo d.C.). Le botteghe erano allineate ai lati di un grande cortile porticato e lastricato di marmo. Sul lato di fondo c’era una sala absidata per il culto imperiale e dei protettori del mercato (tra cui Serapide). Appartengono al pronao di questo sacello le tre colonne in marmo cipollino. Queste colonne, con le fasce di piccoli buchi scavati tutt’intorno dai litodomi (molluschi marini che scavano la loro tana nella pietra), sono i più evidenti misuratori del fenomeno del bradisismo. L’edificio sontuoso è ornato da pavimenti in marmi pregiati e un elemento caratteristico è la grande rotonda (Tholos) al centro del cortile, impreziosita da un colonnato di sedici colonne in marmo africano e fregi ad animali marini sul basamento.

Pausa pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio ci trasferiamo a Capodimonte per la visita della reggia.

La reggia di Capodimonte è un palazzo reale, con annesso un parco, ubicato a Napoli nella località di Capodimonte. Fu la residenza storica dei Borbone di Napoli, ma anche dei Bonaparte e Murat nonché dei Savoia.

Costruita a partire dal 1738 per volere di Carlo di Borbone come luogo dove accogliere la collezione Farnese, è stata successivamente adibita a reggia fino al 1957, anno dal quale ospita il Museo nazionale di Capodimonte.

La reggia si estende su due livelli ed al primo piano si trovano gli Appartamenti Reali: si tratta in parte di ricostruzione, in parte di originali, degli arredi appartenuti alle famiglie dinastiche che hanno abitato nella dimora; tra gli elementi di spicco: porcellane, oggetti di vita quotidiana e sculture e pitture di artisti italiani ed europei del XVIII e XIX secolo.

Al termine della visita guidata rientro in hotel, per poi riuscire per la cena in pizzeria.

29 aprile: Palazzo Reale di Caserta, San Leucio, Casertavecchia

Appuntamento con la guida. L’itinerario propone la visita ad uno dei simboli dell’architettura napoletana del settecento: il Palazzo Reale di Caserta, uno dei più vasti e maestosi edifici d’Italia. Grazie all’intervento di una guida esperta i visitatori avranno modo di ammirare lo splendore di questa residenza reale, capolavoro di Luigi Vanvitelli, composta da milleduecento stanze, trentaquattro scale interne e quasi duemila finestre. Inoltre si visiterà il meraviglioso parco di 120 ettari, elemento distintivo della Reggia che le conferisce una grandiosità senza pari, caratterizzato da un susseguirsi di prati, vasche e fontane scenografiche, ornate da sculture che esaltano la natura attraverso i miti legati alle acque.

Pausa pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio ci trasferiamo a San Leucio di Caserta per visitare il Complesso Monumentale del Belvedere. Il re Carlo di Borbone, consigliato dal ministro Bernardo Tanucci, pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l’arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali. Venne così costituita nel 1778, su progetto dell’architetto Francesco Collecini, una comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto apposito del 1789 che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità. Alle maestranze locali si aggiunsero subito anche artigiani francesi, genovesi, piemontesi e messinesi che si stabilirono a San Leucio richiamati dai molti benefici di cui usufruivano i lavoratori delle seterie.

Ai lavoratori delle seterie veniva infatti assegnata una casa all’interno della colonia, ed era inoltre prevista anche per i familiari la formazione gratuita e qui il re istituì difatti la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali, e le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d’Europa erano 14. Le abitazioni furono progettate tenendo presente tutte le regole urbanistiche dell’epoca, per far sì che durassero nel tempo e fin dall’inizio furono dotate di acqua corrente e servizi igienici. Non c’era nessuna differenza tra gli individui qualunque fosse il lavoro svolto, l’uomo e la donna godevano di una totale parità in un sistema che faceva perno esclusivamente sulla meritocrazia. Nel Complesso Monumentale le espressioni artistiche fanno da eco alla vita del piccolo borgo industriale. Le testimonianze della presenza della famiglia reale sono quasi un tutt’uno con quelle delle varie attività degli operai e dei maestri della seta, dell’attività scolastica, delle abitazioni delle maestre e del direttore. Al termine della visita guidata rientro in hotel per poi riuscire per la cena che si terrà nel borgo di Casertavecchia.

30 aprile: Caserta, Pietralcina e Parco del Grassano

Appuntamento con la guida. Visita della città.

La città di Caserta ha origini antiche ed incerte; l’area sulla quale fu edificata la reggia fa parte di un territorio naturale di importanza archeologica dove etruschi, sanniti e romani hanno lasciato testimonianze della loro presenza. Alcuni fanno risalire le sue origini agli Osci, altri agli Etruschi ed altri ai Sanniti. Dai reperti che sono stati ritrovati, nelle varie  frazioni della Città, vi è una testimonianza di un passato assai remoto.

In epoca longobarda e il centro cittadino si era formato attorno ad una torre di avvistamento e di difesa oggi integrata nel palazzo della Prefettura, un tempo palazzo dei conti di Caserta e residenza reale (dopo la vendita dei beni dei Conti a Carlo III di Spagna). Infatti l’attuale centro cittadino, situato intorno a piazza Vanvitelli, allora piazza del mercato, era chiamato Torre, proprio per la presenza della costruzione longobarda che si situa nell’angolo nord occidentale della stessa.

Quindi, nonostante la perfetta simmetria nelle strade, quasi a ripetere la struttura delle città romane e la concezione di città tipica dell’Illuminismo, l’attuale città di Caserta esisteva già da tempo ed era già sede comunale e sede di cattedra vescovile. Il nucleo cittadino, infatti, si era trasferito qui nel XVI secolo, in quello che era chiamato la Torre, spostandosi da Casertavecchia, dopo qualche secolo seguì l’esempio anche il vescovo, che prese dimora nel borgo di Falciano, in un edificio poi adibito a caserma (oggi noto come ex Caserma Sacchi).

La città era nota per il suo mercato e per il palazzo degli Acquaviva, conti di Caserta, che la ereditarono nel 1511 dai conti della Ratta e che avevano ampliato la torre con un edificio rinascimentale fortificato e con un giardino che aveva entusiasmato diversi viaggiatori del XVI e XVII secolo.

Pausa pranzo in hotel.

Nel pomeriggio partenza per Pietralcina, paese natale di Padre Pio. Da visitare la Casa Natale, Chiesa di Sant’Anna, Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Dopo la visita della cittadina ci trasferiamo al Parco del Grassano.

Il Parco del Grassano è una perla naturalistica conosciuta fin dai tempi degli antichi, incastonato nella suggestiva valle telesina. Tra vestigia romane, castelli medievali e caratteristici paesini si rivela un’oasi che regala la possibilità ai bambini ed adulti di avvicinarsi alla magia della natura. E’ attraversato dalle acque cristalline del fiume Grassano che presta il nome all’intero parco. Un luogo affascinante, ricco di scorci incantevoli e giochi di trasparenza.

Qui ceneremo in una cornice meravigliosa, dopo cena rientro in hotel

1 maggio

Prima colazione in albergo. Partenza per il rientro con pausa pranzo ad Arezzo presso il ristorante Porca Vacca.

Arrivo in serata.

La quota comprende: viaggio in bus granturismo, visite guidate, ingressi, pensione completa, accompagnatore agenzia, assicurazione medico/bagaglio.

La quota non comprende: extra di ogni tipo e tutto quanto non espressamente previsto nella voce “la quota comprende”, supplemento camera singola 200 euro.