BERCETO E CORCHIA
22 maggio 2027
costo a persona a partire da 145 euro
Partenza in prima mattinata da Milano.
Berceto è un delizioso borgo dell’Appennino Parmense, situato a 852 metri di altitudine a metà strada tra Parma e La Spezia. Piccolo, ma ricco di monumenti e luoghi di interesse come il Duomo di San Moderanno e i resti dell’antico castello, Berceto rappresenta l’ultima tappa sulla Via Francigena prima del valico appenninico.
DUOMO DI BERCETO
Il Duomo di Berceto nasce come chiesa del monastero che Liutprando, re dei longobardi, fonda nel 719 presso il valico appenninico della strada di Monte Bardone,principale collegamento tra Emilia e Toscana.
Il monastero, inizialmente affidato a Moderanno,vescovo di Rennes, viene assegnato alla diocesi di Parma nell’879. Nel secolo successivo il monastero viene chiuso e la chiesa diviene pieve dedicata a San Moderanno. La chiesa viene riedificata sul finire del XII secolo con tre navate e transetto con tre absidi: a questa fase risalgono il portale principale, il portale secondario e le absidi minori. Tra il 1480 e il 1502la chiesa viene profondamente ristrutturata per volere di Bertrando Maria Rossi: vengono ricostruiti i pilastri riducendo le campate da 4 a 3, rialzate e coperte a volta le navate laterali, realizzate le cappelle. La facciata viene ricostruita in stile romanico nel 1845. Nel portale principale le sculture svolgono il tema del riscatto dal peccato. Nella lunetta Cristo crocifisso è rappresentato in atteggiamento trionfante; alla destra le figure dolenti di Maria, di San Giovanni e di San Moderanno (a cui è dedicata la chiesa), alla sinistra il centurione che trafigge il costato di Cristo e un fanciullo che raccoglie in una coppa il sangue versato. Nell’architrave sottostante sono scolpite figure umane e animali fantastici, simboli dei vizi (o dei falsi profeti) e dell’eresia, simboleggiata al centro dall’asino che suona la cetra. Il portale secondario comprende la lunetta con la scena dell’Adorazione dei Magi (datata 1198) e le figure degli apostoli Pietro e Paolo, i cui sepolcri a Roma costituivano la meta dei pellegrini che percorrevano la via Francigena.
All’interno, nel Museo del Duomo, sono esposti alcuni notevoli oggetti sacri di epoca medievale.
Visita alle rovine del Castello di Berceto
Il maestoso castello in pietra, di cui restano soltanto parti delle mura esterne, tracce delle suddivisioni interne ed alcune scale, si sviluppa in posizione sopraelevata, lungo il pendio; i tre spigoli riaffiorati, dei quattro
complessivi esistenti in origine, mostrano le basi delle alte torri circolari che un tempo si elevavano a difesa della struttura.
Pranzo in ristorante e nel pomeriggio trasferimento a Corchia.
CORCHIA
Allontanandosi di pochi chilometri da Barceto, si giunge a Corchia, straordinario insediamento che conserva il nucleo medievale, con case in pietra, viottoli lastricati, sottopassi ad arco ed uno xenodochio risalente al XII secolo. Fra i castagni della Val Manubiola, Corchia è uno dei momenti medievali della provincia parmense di maggior rilievo in assoluto: l’unità strutturale e stilistica del borgo montano, la forma quadrangolare, la cortina di edifici perimetrali (forse originariamente difensivi), la strada selciata che funge da asse del paese, gli stretti vicoli laterali coperti da volte, i loggiati, i balchi, i portici ed i cortili interni, tutto concorre alla formazione dell’immagine medievale del paesino. La chiesa dedicata al San Martino oggi chiusa al culto, presenta una singolare facciata sormontata dal campanile sostenuto da un arco proteso sulla via. Corchia lega la propria storia moderna alle miniere; esaurita la speranza, coltivata fino dalla metà del XVI secolo con i Farnese, di trovare l’oro nella valle (in realtà pirite), nel 1865 iniziò lo sfruttamento industriale dei giacimenti di rame, che durò fino al 1942: sul fianco del Monte Groppo Maggio, sopra il paese, si aprono ancora i cunicoli delle gallerie. Nella frazione è presente il Museo di Qualità “Casa Corchia”, dedicato al pittore Martino Jasoni.
L’attrattiva principale del borgo rimane…
La “Pizza al Testo” prodotto tipico di Corchia…Una pizza unica e inimitabile questa di Corchia, un prodotto che rappresento un richiamo perché cucinato all’interno del Testo! Il Testo è un tegame costituito da due parti: la piastra in ghisa rovente che si mette sulla base del camino o di un piano detto anche “piano nero” La parte superiore simile ad una campana che funge da coperchio cosparsa di braci, questo fa sì che l’impasto (nel caso della pizza), appoggiato al suo interno cuocia in soli 3/4 minuti. Ed ecco pronta una buonissima e profumata pizza con una consistenza veramente ottima croccante fuori e morbida dentro, farcita con ingredienti a scelta, fino a 5 gusti per gli impasti grandi.
LA QUOTA COMPRENDE:
viaggi in bus granturismo con posti preassegnati
accompagnatore per tutta la durata del viaggio
pranzo
ingressi
visite guidate come da programma
assicurazione medico bagaglio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
assicurazione annullamento 20 euro
navetta da e per punto di incontro 25 euro a tratta
extra in genere e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”
foto Di Parma1983 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=122659663